Il Bar dei Bitcoin ha aperto a Roma

Il Bar dei Bitcoin ha aperto a Roma

IL BAR DEI BITCOIN HA APERTO A ROMA

Exchange di criptovalute collegato all’economia reale

Per la prima volta il mix in un unico progetto imprenditoriale

Camminando nel centro di Roma, a metà di via Barberini, scorrendo le vetrine ci si potrà imbattere in un nuovo bar. A prima vista potrebbe saltare all’occhio soltanto la sue eleganza, ma soffermandosi in un’analisi più approfondita si noteranno al suo interno dei simboli e delle sigle particolari, sconosciute alla stragrande maggioranza delle persone. Non c’entrano simbolismo e linguaggio criptico, ma criptovalute e blockchain. In una parola: tecnologia.

Ha aperto al pubblico il 1 luglio 2020 a Roma il Coinbar, primo al mondo dei locali di un progetto che unisce la versatilità di un luogo di ritrovo tradizionale che procede in linea con l’economia reale come un bar-bistrot, coniugato al mondo fintech. È un nuovo capitolo dell’evoluzione umana rappresentato dalla tecnologia blockchain, che permette l’acquisto e lo scambio delle criptovalute, come i più famosi Bitcoin.

Il Coinbar è il primo dei punti fisici di Coinbar Spa, società nata nel 2018 dall’intuizione di una cordata di imprenditori e professionisti italiani attivi in campi differenti, ma tutti affascinati dal mondo della blockchain, che hanno pensato a come poter dar vita ad un progetto che potesse essere sostenibile a cavallo di una rivoluzione tecnologica e industriale come quella in atto oggi, accelerata ulteriormente dalla recente pandemia. La Blockchain è stata riconosciuta all’interno dell’ordinamento giuridico italiano con la Legge 12 dell’11 Febbraio 2019, ma si è sviluppata in realtà a partire dal 2009 quando vide la luce il whitepaper del misterioso Satoshi Nakamoto che creò il protocollo Bitcoin, dopo il quale, successivamente e con differenti idee e sviluppi nacquero pian piano le attuali monete elettroniche. Il mondo delle criptomonete – che sono dichiaratamente allo studio di Enti di natura finanziaria e statale – è tutt’oggi sfruttato e compreso da poche persone ed esclusivamente tramite piattaforme web virtuali, accessibili solamente a chi dotato di una certa competenza tecnologica ma spesso difficili anche per chi si definisce esperto. Come avvicinare dunque la stragrande maggioranza delle persone ad una transizione inevitabile? Incardinando questa transizione nel quotidiano, in contesti familiari, normali, fruibili. E dove trovare questa crasi? Nel bar appunto, soprattutto se il bar non è solo questo.

Entrando in via Barberini 34 ci troviamo in un locale collegato ad un più ampio ecosistema di pagamenti che fanno capo ad un exchange di Bitcoin e altre criptovalute, con le quali sarà anche possibile pagare alle casse, oltre che acquistarle e fare trading registrandosi nella piattaforma www.coinbar.io. Quindi, se non si conosce la tematica affrontata potrebbe capitare di non accorgersi di nulla di particolare, a parte il simbolo distintivo del Bitcoin qua e là e questi strani acronimi alle pareti come quello di BTC ed altre criptovalute molto conosciute come ETH, XRP e LTC, affiancati da frecce rosse e verdi che si illuminano (in concomitanza al salire e scendere delle quotazioni di queste ultime). Se questo mondo si conosce invece, ma non si è sentito ancora parlare del progetto in questione, è facile accusare un dejavou.

Coinbar è un format replicabile e scalabile e il locale di Roma, realizzato in collaborazione con lo studio internazionale Area-17 con l’idea di adattarsi alla realtà cosmopolita delle maggiori metropoli, è solo il primo di una serie di punti fisici che si intende sviluppare anche in franchising. Vista la natura transnazionale delle criptovalute l’aspettativa è che Coinbar possano essere aperti in tutto il mondo. Il cuore del business rimane l’exchange, che è già online e operativo da un anno e la sua emanazione sul territorio sono i bar-bistrot che caratterizzano il suo elemento disruptive rispetto a tutti gli altri concorrenti.

Un’altra peculiarità del Coinbar è l’attenzione alla qualità. Inizialmente focalizzata nella scelta dei collaboratori per le varie aree di competenza, questa si è immediatamente tradotta in un’attenzione meticolosa alla scelta delle materie prime e dei prodotti da utilizzare nel punto fisico. Il locale di Roma infatti utilizza molti prodotti a chilometro zero e da agricoltura biologica, una scelta che dovrà essere ripetuta per le prossime aperture per contribuire – nel proprio piccolo – alla grande sfida della sostenibilità e della promozione di uno stile di vita sano, che dovrà necessariamente accompagnare il progresso che ci dirige attraverso questa rivoluzione industriale.

Antonello Cugusi, co-fondatore e amministratore delegato di Coinbar S.P.A, ha commentato: “Abbiamo iniziato a pianificare il progetto Coinbar nel 2016 quando ancora la tecnologia non aveva una piena validazione del mercato, ma grazie all’impegno del team e al sostegno degli investitori siamo riusciti a costruire una solida realtà nel nostro settore. Ne testimonia la validità l’apertura del primo locale fisico di Roma, in via Barberini 34, che permette alle persone di toccare con mano una realtà come quella delle criptovalute. Aver contribuito attivamente a questo progetto è motivo per noi di grande orgoglio e conferma la nostra visione e capacità di intercettare nuovi trend di mercato.

 

Una deliziosa cucina a km zero

 

La cucina del Coinbar è ricca, sorprendente, creativa, saporita, caratterizzata da un forte legame con la salubrità e la natura, e presenta una dipendenza quasi assoluta dai prodotti bio e a chilometro 0 di alta qualità, grazie anche alla collaborazione con i produttori locali, tra i quali l’Azienda agricola Fortunato del parco della Marcigliana.

Il bistrot serve prodotti freschi e la bellezza del locale permette un’esperienza unica nel suo genere. Caratterizzato da un format che coniuga la visione del futuro con un calore rassicurante trasmesso dalle tonalità del legno. E poi i riferimenti alle criptomonete, ai Bitcoin, alla blockchain, l’andamento dei grafici sugli schermi ad alta definizione: il posto così studiato regala emozioni coinvolgenti.

In tavola non possono mancare la tradizionale parmigiana di zucchine BIO e i cannelloni con ricotta romana DOP e spinaci (piatto a chilometro zero con pasta artigianale, ricotta di pecora e spinaci dell’orto), inseriti nei primi piatti. Le origini della ricotta romana vantano tra i primi riferimenti storici le norme che regolavano la pastorizia nella Roma repubblicana raccolte da Marco Porzio Catone e la Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta il 13 maggio 2005.

Da provare sono anche le insalate di speck, mele, radicchio e zucchine grigliate BIO; di polpo, lamponi, bietola e sesamo tostato (con polpo morbidissimo), l’insalata di gamberoni con pompelmo rosa, valeriana e nocciole e le vegetariane, biologiche e a chilometro zero.
Le carni sono esclusivamente nazionali e a chilometro zero: tra i quali il roastbeef di scottona, vitello tonnato, pollo allevato a terra e all’aria aperta. Gusti ricorrenti nei secondi piatti e negli hamburger, con un sapore che non teme il confronto con i migliori ristoranti.

I dolci e dessert più caratteristici vanno dai plumcake alla cornetteria da farcire (crema, cioccolato, nocciola, mandorle, pistacchio), i salati gourmet (tra i quali croissant con bresaola, rughetta e stracchinato, croissant cacio e pepe, croissant con pomodori sott’olio, stracciatella e basilico) e il miele e le marmellate da non lasciarsi sfuggire. Infine, per i prodotti della cantina di vini biologici, DOC e DOCG e champagne, si organizzano incontri a tema con tanto di degustazione alla scoperta dei sapori d’Italia e del mondo, da accompagnare con i taglieri di salumi e formaggi. E la particolarità che verrà inserita nel menu: la bottiglia acquistabile solamente in Bitcoin.

 

Luogo magico

 

Roma non è solo monumenti e shopping, ma presenta anche numerosi luoghi ricchi di fascino, cultura e storia. Basta fare una passeggiata nelle belle giornate di ottobre per ammirare panorami e scorci di rara bellezza.

Il primo Coinbar aperto in Italia nasce per volontà dei suoi fondatori nel Centro Storico, a due passi da via del Corso e le strade della moda; immerso nella bellezza delle rovine romane tra monumenti, barocco, neoclassicismo, straordinaria sintesi di più di due millenni di storia senza pari nel mondo; basta una passeggiata per arrivare alla Camera o al Senato; ad appena una traversa da Via Veneto; in una zona dove hanno sede multinazionali e importanti imprese, redazioni ed Enti, salotti culturali e centri finanziari. La scelta della location è stata selezionata grazie alla collaborazione tra Coinbar e Josas immobiliare, una “boutique agency” con sede a Roma specializzata nel retail a livello nazionale ed europeo con esperienza pluridecennale. Grazie alla collaborazione con questa realtà si stanno già muovendo i primi passi per valutare prossime aperture a Roma e Milano.

 

La collaborazione con Area-17 Architecture & Interiors

 

Lo studio internazionale di architettura Area-17 Architecture & Interiors interpreta lo spirito del Coinbar con un design caldo e accogliente, in cui accenti derivanti dal mondo della tecnologia restituiscono il senso originario del concept. Gli interni eleganti si caratterizzano grazie a materiali e finiture che esprimono pienamente l’artigianalità delle lavorazioni, dal ferro naturale al legno di noce alle vaste superfici spatolate.

Nato con l’obiettivo di accogliere i clienti lungo l’intero arco della giornata, il bar-bistrot è uno spazio articolato dove un lungo banco all’ingresso accoglie i clienti per la consumazione veloce, dominando la composizione da un punto architettonico e funzionale. Dal lato opposto e separata da una parete vetrata di stile industriale, la sala per la consumazione tradizionale è circondata dagli espositori per i prodotti a km0 del market e sottolinea la genuinità del prodotto consumato al tavolo. Le sedute comode e avvolgenti, l’ambiente rilassato e i riferimenti visuali a parete incentivano le attività di business e di informazione relative alle criptovalute.

David_Admin

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